Disfatevi dello stile interpretativo caratteristico dei pessimisti

A vostro parere, è più importante avere un atteggiamento positivo o non averne uno negativo?

Suona come una domanda trabocchetto. La verità, però, è che possiamo ottenere dei risultati migliori attenuando il nostro pessimismo piuttosto che sforzandoci di essere ottimisti.
Domanda seguente: da dove pensate che provenga la maggior parte delle brutte notizie che vi frullano nella mente? Un indizio: in realtà passate più tempo a parlare con voi stessi che con qualunque altra persona al mondo. Inoltre, la responsabilità è soltanto vostra se permettete ai pensieri negativi di affollarvi – e intossicarvi – la mente. E ogni volta che consentite al pessimismo di infiltrarsi nel vostro flusso di coscienza, l’ottimismo viene messo da parte. Se ci riflettete sopra, noterete quanto la voce ipercritica che avete dentro si concentri sui limiti, gli errori, i difetti e tutto ciò che potrebbe andare storto. Inoltre non tiene in dovuto conto i vostri punti di forza e vi scredita anche quando fate le cose come si deve. Anche quando vi lancia un monito, in genere non lo fa in modo costruttivo, ma piuttosto vi indebolisce in vista delle difficoltà che potreste trovarvi ad affrontare.
A proposito, non confondete queste tattiche intimidatorie e mortificanti con l’autocritica costruttiva. Di sicuro non si tratta di indicazioni preziose offerte dalla vostra “coscienza”.

Oltre a permettere che la loro mente sia affollata da un volume maggiore di “traffico negativo”, i pessimisti commettono tre errori nel modo in cui si spiegano gli eventi negativi.
In primo luogo, sono abituati ad autoaccusarsi di essere la causa prima dei loro problemi. Invece di vedere un evento negativo semplicemente come un problema, lo vedono come un problema personale. Si affrettano a prendersi la colpa, mettendo in secondo piano qualunque altro fattore possa aver contribuito alla situazione e mostrando un atteggiamento straordinariamente ingiusto, che li porta a condannarsi da soli.
Il secondo errore riguarda la loro aspettativa che gli eventi negativi siano permanenti. I pessimisti rimangono aggrappati a una prospettiva disperata e si rifiutano di prendere in considerazione eventuali elementi che suggeriscano il contrario.
Pensano che i loro problemi sono cronici e che, probabilmente, sono destinati ad attanagliarli per lungo tempo. E’ un atteggiamento che abbatte l’umore e mina l’ambizione.
E il terzo errore? I pessimisti esagerano regolarmente quando valutano la portata degli effetti negativi di un problema. Non si limitano a preoccuparsi della situazione contingente. Si lasciano sopraffare dalle apprensioni ingiustificate, auto convincendosi che qualunque effetto negativo sia pervasivo. Si aspettano che il problema penetri in altre aree della loro vita e comprometterà talmente tanto il loro futuro che essi hanno tutte le ragioni per disperarsi fin da subito. Interpretano ogni difficoltà come se fosse personale, permanente e pervasiva, i pessimisti alimentano la loro infelicità. Lasciano pochissimo spazio all’ottimismo.

A volte, naturalmente, la fortuna sorride ai pessimisti. Il modo in cui essi si spiegano questi eventi positivi, però, rispecchia lo stile interpretativo che seguono gli ottimisti nei confronti degli eventi negativi. Le persone che hanno un atteggiamento positivo tengono in poco conto tutte le implicazioni dei problemi e dei contrattempi, mentre quelle improntate alla negatività tengono in poco conto le implicazioni delle situazioni in cui le cose vanno splendidamente.
I pessimisti non si attribuiscono alcun merito per aver favorito gli eventi positivi. Dato il loro atteggiamento autocritico, attribuiscono i loro successi a una serie di fattori esterni.
Dal loro punto di vista è probabile che la buona sorte sia soltanto una cosa passeggera, oppure un evento casuale. Dato che la considerano temporanea, non solo nella posizione di entusiasmarsi riguardo a tutti gli impatti positivi che potrebbe avere sul loro futuro. In quanto attribuiscono gli eventi propizi a cause di natura specifica, si aspettano che sortiscano un impatto limitato sulla loro vita. Un atteggiamento contrapposto a quello degli ottimisti, che presumono che le cause degli eventi propizi abbiano un effetto pervasivo, ovvero che influenzino ampiamente la loro vita in senso positivo. Se interpretiamo la vita attraverso le lenti oscurate dei pessimisti, che distorcono ogni cosa in negativo, neppure i nostri successi ci autorizzeranno ad aver fiducia nel futuro. La nostra autostima sarà poco incoraggiata. Gli insuccessi e le difficoltà ci colpiranno duramente, mentre le nostre vittorie non solleveranno il nostro umore, né ci rafforzeranno come dovrebbero.

Si dice che concentrarsi sulle cose negative non fa altro che contribuire al loro potere. Il pessimismo può sopravvivere unicamente attraverso una “dieta” basata sui pensieri negativi. Smettete di dare in pasto alla vostra mente i pensieri di questo tipo, e la vita diventerà immediatamente più bella. Potete comunque fare autocritica, nelle situazioni appropriate. Potete anche esaminare con onestà intellettuale i rischi, i problemi e i lati negativi: tuttavia, ricordatevi di osservarli attraverso gli occhi di un ottimista.

Ogni volta che ci pensava, si sentiva malissimo.
Così, alla fine, prese una decisione risolutiva. Decise di non pensarci affatto.

John Roger e Peter McWilliams

Price Pritchett
“L’ottimismo logico”

Posted on 04/07/2017 in Comunicazione e teamworking, Leadership, Letture, Vendita e negoziazione

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