Gli ottimisti si rinnovano a intervalli regolari

In fisica, secondo la legge dell’entropia tutti i sistemi isolati decadono. L’organismo, a meno che non vi venga immessa nuova energia, si disintegra. L’entropia si applica in molte aree, non solo nella fisica. Lo vedo, per esempio, quando lavoro con coppie il cui matrimonio è in crisi. Un matrimonio non continuerà ad essere valido solo perché lui e lei si amano, sono compatibili e sono partiti da buone premesse. Al contrario le unioni lasciate ai loro stessi meccanismi tendono a logorarsi, a spezzarsi e, infine, a disintegrarsi. E’ questa, la legge dell’entropia. Perciò, per tenere i nostri rapporti in funzione, dobbiamo costantemente pompare in essi nuova energia.

L’entropia opera anche all’interno degli individui. Vedo molti pazienti per i quali la vita dovrebbe essere bella, ma ecco che accade qualcosa. Si accorgono di perdere interesse per il sesso, di trovare noioso il loro lavoro, di guardare al futuro con crescente senso di scoraggiamento. Ricorrono alla terapia, allora, domandandosi se non vi sia in loro qualcosa che non va. Spesso il problema è semplice: non hanno fatto abbastanza per alimentarsi internamente. Si sono illusi che il loro motore interno, mai rimesso a punto e rinnovato, avrebbe continuato a marciare all’infinito. Ma nessuna macchina si comporta così. Albert Schweitzer scrisse una volta che certi “danneggiano la loro anima… senza essere esposti a grandi tentazioni. La lasciano semplicemente avvizzire. Si lasciano intorpidire da gioie, preoccupazioni e distrazioni della vita, senza rendersi conto che quei pensieri che tanta importanza avevano nella loro gioventù andavano trasformandosi in suoni privi di significato”.

A mantenere vivo l’ottimismo, e a conservare l’entusiasmo anche con l’andar degli anni, sono coloro che, in modo consapevole o inconsapevole, prendono misure per neutralizzare l’entropia personale. Ecco alcuni suggerimenti per attingere alle interne fonti di energia e, anno dopo anno, mantenere vivo l’entusiasmo. Legarsi a persone ricche di speranza
Gli ottimisti non perdono molto tempo a fraternizzare con persone negative. Sanno che, per mantenere cariche le batterie, devono accompagnarsi a individui pieni di entusiasmo. Non voglio dirvi, con questo, che dovete lasciar perdere tutti i vostri amici infelici e frequentare soltanto persone di successo. Il dottor Sam Shoemaker, fondatore di Faith at Work, soleva dire che bisognerebbe dedicarsi a due o tre nevrotici quasi come a una missione: vale a dire, come a persone alle quali ci aspettiamo di dover dare di più di quanto riceveremo.

“Ma che non siano troppe,” avvertiva “perché possono Sta a noi vagliarle, le persone da frequentare. Sappiamo che ci sono amici e persone di famiglia capaci di risollevarci il morale e di farci sentire che abbiamo un potere, mentre altri ci buttano giù e ci spingono a pensare in modo negativo. Gli ottimisti, potendo scegliere, passano il loro tempo con chi li incoraggia. Si avvantaggiano della carica che due o tre persone fiduciose, riunendosi, possono generare.

da “La forza dell’ottimismo” di Alan Loy McGinnis – Edizioni “Le guide de Il Sole 24 ore”

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