Golf e cambiamento

Ci sono, nella nostra vita, alcuni importanti momenti nei quali vogliamo o dobbiamo cambiare. A volte si tratta di grandi mutamenti, come cambiare lavoro o abitazione, altre volte più piccoli ma non meno importanti, come la modifica di un atteggiamento.

Quali sono le sensazioni che proviamo quando decidiamo di variare qualche cosa in noi stessi?
Un appassionato di golf direbbe che è come stare sul tee (il punto di partenza) della buca numero 1, da dove si vede lontanissimo l’obiettivo: una buca di 10,8 centimetri, distante 300 metri e segnalata da una bandiera che si muove nel vento, nella quale devi infilare una pallina più piccola di un uovo, colpendola con un bastone non più di 4 o 5 volte.

Già sembra difficile così, ma poi ti accorgi che il percorso è disseminato di ostacoli; se sbagli anche solo di poco la direzione, ci sono alberi che possono fermare la corsa della palla, zone di erba alta nelle quali è facile perderla, grosse aree di sabbia dalle quali è difficile uscire, dislivelli che possono portarti lontano.
Se tutto va bene e riesci ad infilare la palla nella buca, hai raggiunto solo il primo traguardo e te ne restano altri 17, a volte più difficili del primo, da conseguire per centrare il tuo obiettivo.

Vista così, l’impresa sembra impossibile da realizzare, un pò come quando pensiamo di modificare un’abitudine o un comportamento radicato in noi da molti anni.
Ma come hanno fatto molte persone a modificarsi o ad imparare a giocare a golf?
Dopo il colpo di fulmine, il primo passo è solitamente la raccolta di informazioni, poi si passa alle lezioni e finalmente ci si ritrova tutti soli a provare.

Nel nostro cervello è tutto chiaro, tutto facile, ma nella realtà le cose non vanno sempre come le avevamo immaginate e quel momento corrisponde spesso ad una cocente delusione.
Se non siamo pronti a reagire, quel primo insuccesso rischia di trasformarsi nell’anticamera del fallimento. Il segnale che ciò sta succedendo sono pensieri come: “non ce la farò mai”, “troppo faticoso”, “può funzionare per gli altri ma per me no”, “chi me lo fa fare,” oppure tornare alla teoria, nella speranza di trovare su qualche libro una ricetta miracolosa che possa risolverci il problema.
Perché rimediamo spesso una brutta figura anziché il previsto successo?

La risposta è dentro di noi, nella nostra esperienza. Non ci siamo forse sentiti insicuri e un po’ goffi tutte le volte che abbiamo provato a fare qualche cosa di nuovo o di diverso nella nostra vita? Dai primi passi che abbiamo mosso da bambini, fino all’utilizzo del nuovo telefonino qualche mese fa, cosa ci ha consentito di diventare via via più disinvolti, sicuri ed esperti?
Non è forse stato l’allenamento, la ripetizione del gesto, dell’azione?

Andare in campo pratica e tirare 200 palline per migliorare la posizione delle mani durante lo swing equivale ad impegnarsi, durante una giornata di lavoro, a rispettare in maniera ferrea il planning che ci siamo dati; passare un’ora ad impratichirsi sui colpi corti è come esercitarsi ad ascoltare, sempre e fino in fondo, tutti i clienti o i collaboratori.

In due parole: IMPARARE FACENDO, sapendo che fare è fatica e che non esistono scorciatoie, pensando che un errore è solo una tappa verso il miglioramento e che al meglio non c’è limite.
La noia della ripetizione può diventare gioia se ogni gesto è vissuto come una sfida, come un gradino che ci avvicina all’eccellenza, con concentrazione e serietà ma anche con la serenità di chi affronta le cose con un pizzico di autoironia e divertimento.

Per imparare a tirare lontano, diritto, evitando gli ostacoli, è necessario scegliere il ferro, lo strumento giusto, concentrarsi e correndo qualche rischio agire, immaginando la palla che corre alta verso l’obiettivo. Proprio come in molte altre situazioni della vita.
State pensando di introdurre un cambiamento nella vostra vita, nel vostro modo di comportarvi? State pensando di imparare a giocare a golf?

Leggete tutto quello che potete, partecipate a lezioni, fatevi consigliare da persone esperte e imparate da loro e recuperate gli strumenti necessari. Poi, armati di fiducia, gioia e perseveranza, esercitatevi assiduamente. Il successo sarà assicurato.

Antonio Zanaboni

Posted in Le nostre riflessioni, Letture

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