I capi temuti e quelli che vogliono essere amati

Vi sono dei capi che preferiscono essere temuti, e altri che invece preferiscono essere amati. Tutti ovviamente desiderano eccellere, essere ammirati, ma i primi vogliono anche reverenza, rispetto, timore. E’ l’atteggiamento del professore che incute paura, davanti a cui ti mancano le parole. O del dirigente che esige un atteggiamento dimesso e, se lo contrasti, ti minaccia e non esita a licenziarti. E’ convinto che la gente ubbidisce solo se teme di venir punita. Sicuro che molti aspirano a prendere il suo posto, diffida di loro. Guardando alla storia troviamo molti dittatori o sovrani, severi, che non hanno mai fraternizzato né con i compagni, né con il popolo.
Pensiamo a Filippo II, o Francisco Franco.

Il secondo tipo umano, invece, desidera che la stima e l’ammirazione siano accompagnate da un caldo sentimento di affetto. Vorrebbe esser ubbidito perché la gente crede nella sua lungimiranza, nella sua buona fede, nella sua generosità.
Vorrebbe essere amato ed ammirato come un grande attore per la sua bravura. Sta volentieri con i suoi compagni, cerca il contatto col popolo. Ci sono imprenditori di questo tipo. Ma soprattutto grandi generali che stavano in mezzo ai loro soldati, oppure leader popolari come Evita Peron.
Non si tratta solo di due diversi stili di comando, ma di due diverse personalità.

Il primo è introverso, freddo, sospettoso, dotato di un ferreo autocontrollo. Non mostra le sue emozioni. Non ama la compagnia, non ammette persone estranee in famiglia, non si confida con nessuno, non chiede consigli. Pensa sempre di risolvere i problemi con la forza. Decide da solo e non avverte gli altri delle sue decisioni. Non sopporta di essere contrariato. Non si fida degli uomini, li teme. Odia gli avversari, annienta i nemici vinti. Non prova riconoscenza e non crede nella riconoscenza altrui.

I capi di questo tipo hanno diversi vantaggi: non si fanno cogliere di sorpresa e, poiché distruggono gli avversari, non corrono il pericolo di essere traditi. Hanno anche due debolezze. Non informando, non chiedendo consigli, possono fare errori grossolani che nessuno corregge. Inoltre, non essendo amati, non appena le cose vanno male tutti li abbandonano.
Il secondo tipo umano, invece, è estroverso, emotivo e non si vergogna di mostrare le proprie emozioni.
E’ estremamente sicuro di sé, delle proprie capacità. Accoglie in casa collaboratori ed amici e, sul lavoro, opera in gruppo.

Domanda a tutti il loro parere, discute i problemi. Poiché vuol essere amato, è cordiale, generoso, vuol sempre mettere d’accordo tutti. Cerca di ingraziarsi anche i nemici. Dà fiducia e ci resta malissimo quando l’altro non corrisponde alle sue aspettative o lo tradisce.
Non è vendicativo e dimentica i torti subiti. E’ entusiasta e trasmette entusiasmo.
I capi di questo tipo, nei momenti di disgrazia, possono sempre contare sulla dedizione dei loro fedeli. Hanno però due debolezze.

Poiché vogliono sentirsi amati, fanno fatica a prendere misure drastiche o impopolari, inoltre si illudono di conquistare i nemici con la gentilezza e la generosità. Così, rischiano di venir uccisi, come Cesare, proprio da coloro che hanno beneficato.

Francesco Alberoni da “Il corriere della sera” del 20 ottobre 2003

Posted in Leadership, Letture

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