Il comandamento della frutta

In una regione desertica gli alberi erano scarsi e la frutta difficile da trovare.
Si diceva che Dio volesse fare in modo che ce ne fosse abbastanza per tutti, perciò apparve a un profeta e disse:
“Questo è il mio comandamento a tutta la popolazione attuale e alle generazioni future:
nessuno mangerà più di un frutto al giorno.
Così sia scritto nel Libro Sacro.
Chiunque trasgredirà questa legge sarà considerato peccatore nei confronti di Dio e degli uomini”. La legge fu osservata fedelmente per secoli, finché gli scienziati scoprirono il sistema per trasformare il deserto in terra fertile.
La regione divenne feconda di cereali e bestiame, e gli alberi si curvavano sotto il peso della frutta non raccolta.
Ma la legge sulla frutta continuava a essere imposta da parte delle autorità civili e religiose del paese.
Chiunque facesse notare che lasciare marcire la frutta per terra era un delitto contro l’umanità, veniva tacciato di essere blasfemo e nemico della morale.
Si diceva che questa gente, che metteva in dubbio la saggezza della Sacra Parola di Dio, fosse guidata dallo spirito orgoglioso della ragione, invece che dallo spirito di fede e sottomissione che solo può condurre alla Verità.

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