Marco Antonio (44 a.c.)

Marco Antonio
Generale Romano (82 – 30 a.C.)
Elogio funebre per Giulio Cesare (44 a.C.)Amici, concittadini, romani! Prestatemi orecchio. Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo.
Il male che gli uomini fanno sopravvive loro, il bene è spesso sotterrato con le loro ossa.
Così sia per Cesare.
Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso.
Se ciò era vero, quella fu una grave colpa, e gravemente Cesare l’ha scontata.
Qui, con il permesso di Bruto e degli altri (perché Bruto è uomo d’onore, e così sono tutti, tutti uomini d’onore) io vengo a parlare al funerale di Cesare.
Egli era mio amico, leale e giusto con me; ma Bruto dice che era ambizioso, e Bruto è uomo d’onore.
Egli ha portato molti prigionieri a Roma, il cui riscatto ha riempito le casse dell’erario: fu questo un atto di ambizione?
Quando i poveri hanno pianto, Cesare ha pianto. L’ambizione dovrebbe essere fatta di più dura stoffa.
Tuttavia, Bruto dice che era ambizioso, e Bruto è uomo d’onore.
Tutti voi avete visto che alla festa dei Lupercali io gli ho offerto tre volte una corona regale, che lui tre volte ha rifiutato.
Era ambizione, questa?
Tuttavia, Bruto dice che era ambizioso, e certamente Bruto è uomo d’onore.
Io non parlo per smentire ciò che Bruto ha detto, ma sono qui per dire quello che so.
Tutti voi lo amavate un tempo, non senza ragione; quale ragione vi trattiene allora dal piangerlo?
O giudizio, ti sei rifugiato presso bestie brute, e gli uomini hanno perso la ragione.
Abbiate pazienza, il mio cuore è nella bara, lì, con Cesare, e devo fermarmi fino a che non ritorni a me.
Solo ieri la parola di Cesare avrebbe potuto reggere contro il mondo intero; ora egli giace lì, e non c’è nessuno così misero da concedergli riverenza.
O Signori, se io fossi disposto ad a

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