“Oltre il giardino” di Hal Ashby

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L’analfabeta Chance (la sua sola fonte d’istruzione è la TV), ha passato tutta la vita facendo il giardiniere in una casa di Washington. Alla morte del padrone egli, che ha ormai cinquant’anni, ma l’età mentale di un bambino, si vede costretto a sloggiare. Mentre vaga per le strade viene urtato dall’auto di una ricchissima signora. Eve O’Brien. Colpita dalla sua aria di distinto gentiluomo, e preoccupata forse piu’ di quanto meriterebbe l’incidente, la donna si porta Chance in casa, per farlo curare dal medico di famiglia. Il morente marito di Eve, Ben O’Brien – un uomo ancora potente, amico personale del Presidente degli Stati Uniti – è cosi’ impressionato dall’aura di riservatezza che circonda il suo ospite, da attribuirgli doti che egli davvero non ha. Scambiato per un uomo di profonde intuizioni, mentre è un semplice di spirito, e confusa la sua goffaggine con il “sense of humour”, Chance, di cui Eve si è addirittura innamorata, viene presentato al Presidente. Il colloquio tra i due – in cui i continui riferimenti di Chance al giardinaggio, cioè alla sola cosa che conosca davvero, passano per acute metafore sulla conduzione dello Stato – sconcerta il Presidente, che si affanna a ordinare inchieste riservate su quell’uomo di cui non aveva mai sentito parlare. Le indagini dell’FBI e della CIA non rivelano nulla sul conto di Chance, che intanto, pero’, intervistato dalla stampa e dalla TV, è diventato una celebrità nazionale. Lo è a tal punto che, quando Ben muore, i suoi amici progettano di candidare Chance alla presidenza degli Stati Uniti.

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