Socrate (399 a.c.)

Socrate
Filosofo greco (468 – 399 a.c.)
Congedo dopo la condanna a morte (399 a.C.) Io non so proprio, o Ateniesi, quale effetto abbiano prodotto su di voi i miei accusatori.
Quanto a me, mentre li ascoltavo, divenivo quasi dimentico di me, tale era il fascino della loro eloquenza!
Eppure, se debbo proprio dirlo, non una parola di verità era in loro.
Ma, tra tutte le loro menzogne, quella che mi ha maggiormente colpito è questa: essi dissero che dovevate star bene in guardia per non lasciarvi trarre in inganno da me, essendo io un astuto parlatore. E questa mi è parsa la loro maggiore impudenza in quanto si sono esposti, con vergogna, a farsi immediatamente smentire, giacché vi mostrerò con i fatti come io non sia quell’astuto parlatore che dicono.
A meno che essi non intendano per “astuto parlatore” chi dice la verità; in tal caso concedo loro di essere un “oratore”, ma non certo alla loro maniera.
Costoro dunque, ed amo ripeterlo ancora, poco o nulla hanno detto di vero, ma da me non udrete che la verità.
E, per Giove, io non vi parlerò con linguaggio intessuto di frasi e di parole belle ed eleganti, come sono abituati a fare costoro.
Io vi parlerò invece così, semplicemente, come le espressioni si presenteranno a me.    Ecco dunque, o Ateniesi, che per non aver voluto attendere ancora un poco, avete dato adito all’accusa di aver ucciso Socrate da parte di coloro che vogliono recare offesa alla città. 
E mi diranno sapiente, anche se non lo sono, allo scopo di diffamarvi.
Mentre, se aveste atteso un po’ di tempo ancora, la morte sarebbe venuta da sé.
Guardate infatti la mia età, come è già lontana dalla vita e prossima alla morte. E questo lo dico non a tutti voi, ma a quelli che hanno votato la mia condanna. E a questi voglio dire ancora una cosa.
Forse voi pensate che io sono stato condannato per

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