Winston Churchill (12.11.1939)

Winston Churchill
Primo ministro inglese (1874 – 1965)
Primo discorso alla radio dopo l’attacco alla Polonia (12 novembre 1939)

E’ davvero un momento solenne questo in cui vi parlo, la decima domenica dopo lo scoppio della guerra. Solenne ma anche pieno di determinazioni e di speranza. Mi trovo nella curiosa posizione di aver passato i primi mesi della prima guerra mondiale ricoprendo la stessa carica di ministro della marina che ricopro ora.
Mi guardo quindi molto bene dal parlarvi in termini troppo fiduciosi o eccessivamente ottimistici. Sono sicuro che ci aspettano dei guai. Ma ho questa sensazione, e ve la voglio comunicare: che la Germania che oggi ci assale sia un organismo di gran lunga meno solido e ben piantato di quello che ventun anni fa fu costretto dagli alleati e dagli Stati Uniti ad implorare l’armistizio.
Ho la sensazione, e anche la convinzione, che quel malefico uomo laggiù e la sua combriccola di complici non siano sicuri di sé, come noi lo siamo di noi stessi, che abbiano la coscienza sporca e siano tormentati dal pensiero e dalla paura di dover inevitabilmente pagare per i loro crimini e per l’orgia di distruzione in cui hanno gettato tutti noi. Mentre guardano stasera dalla loro Germania nazista, così sfacciatamente fastosa e chiassosa, non riescono a trovare un solo sguardo amico in tutto l’orbe terraqueo, non uno. La Russia li ricambia con uno sguardo di pietra; l’Italia distoglie gli occhi; il Giappone è perplesso e si ritiene tradito; la Turchia e l’intero Islam si sono schierati istintivamente, ma decisamente dalla parte del progresso. Le centinaia di milioni di individui che abitano l’India e la Cina – a prescindere dagli altri loro sentimenti – guarderebbero a un trionfo nazista con malcelato timore, ben sapendo quale sarebbe presto il loro destino.
La grande repubblica di lingua inglese al di là dell’Atlantico non fa segreto delle sue simpatie, o dei suoi dubbi, e traduce questi sentimenti in azioni di natura tale che ciascuno le può giudicare da sé. Il mondo intero è contro Hitler e l’hitlerismo. Gli uomini di qualsiasi razza e clima sentono che questa mostruosa apparizione sta fra loro e il passo avanti a cui hanno diritto, e per il quale sono maturi sia i tempi che l’epoca storica. Perfino nella stessa Germania ci sono milioni di persone che stanno al di fuori della massa tumultuosa di criminalità e di corruzione costituita dalla macchina del partito nazista. Si facciano coraggio in mezzo alle perplessità e ai pericoli, perché potrà darsi benissimo che l’estinzione definitiva di un dominio nefasto getti le fondamenta di una solidarietà fra tutti gli uomini in tutti i paesi, più vasta di quanto avremmo mai potuto progettare se non avessimo marciato insieme attraverso le fiamme.     

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