Comunicazione e teamworking: I training en


PUBLIC SPEAKING
L’eccellenza nel parlare in pubblico con efficacia, equilibrio, autorevolezza.
Acquisire maggiore sicurezza personale dominando l’emotività e trasformandola in una risorsa.
Il linguaggio verbale, paraverbale e del corpo; congruenza e incongruenza nei 3 linguaggi.
Il “decollo”: come influire positivamente e generare empatia fin dai primi minuti.
Saper toccare le corde emotive per coinvolgere e convincere, oltre che illustrare, spiegare, commentare.
Utilizzare in modo equilibrato gli strumenti a disposizione, favorendo concentrazione e comprensione.
Comunicare anche al cervello destro ottenendo maggiore probabilità di ricordo e minori resistenze: evocazioni, episodi personali, metafore, analogie.
Concludere efficacemente in funzione del contesto e dell’obiettivo.
FORMAZIONE FORMATORI
Affinare le capacità di gestire efficacemente un’aula, avendo chiari gli obiettivi e i contenuti.
Essere in grado di ottenere e mantenere un elevato grado di attenzione attraverso una comunicazione brillante e coinvolgente.
Saper essere “facilitatori di apprendimento” che sanno ottenere risposte, piuttosto che “professori in cattedra” che dispensano verità.
Saper definire e condividere un piano d’azione concreto al termine di ogni argomento trattato che agevoli la trasposizione sul campo di quanto costruito/espresso.
La preparazione e l’utilizzo dei supporti.
Saper utilizzare al meglio il tempo disponibile in aula essendo sintetici e stimolando a fare altrettanto.
Saper gestire in aula qualsiasi situazione con equilibrio e positività, senza generare tensione e conflittualità, anche a fronte di obiezioni o atteggiamenti “polemici”.



COMUNICARE E ASCOLTARE EFFICACEMENTE
Assumersi la responsabilità del risultato della propria comunicazione.
Fare il primo passo: empatia e “recipatia”.
Saper comunicare in modo chiaro, coinvolgente e incisivo, scegliendo il registro espressivo adeguato all’interlocutore.
La comunicazione non verbale: essere consapevoli dei messaggi che talora inconsciamente inviamo e saper osservare quelli che gli altri ci inviano.
Essere sintetici nel parlare e nello scrivere, senza dare per scontati i presupposti.
Concentrarsi a capire, prima di farsi capire. Saper ascoltare ad un livello superiore superando i “filtri” all’ascolto: valori, esperienze personali, emozioni, pregiudizi e preconcetti, ipotesi, curiosità, desideri, interessi.
Attuare una comunicazione chiara ed assertiva verso il basso e verso l’alto per evitare motivi di ansia, frustrazione e risentimento.
Preferire il judo al pugilato: evitare espressioni e parole “killer”, partire dai punti di incontro o cercarli con fiducia.
Trasformare i conflitti in opportunità di migliorare la collaborazione futura.
Chiedere feedback e accettarli facendone tesoro.
CREARE SINERGIE
Creare sinergie superando le rivalità e la diffidenza: fiducia, credibilità, cooperazione
Stimolare il desiderio di acquisire, scambiare e trasmettere informazioni e conoscenze anziché custodirle gelosamente.
Essere curiosi di cio’ che non si conosce, chiedendo ascoltando, imparando valorizzando i colleghi.
Parlare “con” e non “di”: nel qui ed ora esplicitare motivi di malessere o risentimento in modo costruttivo, mantenendosi aperti all’ascolto e a soluzioni condivise.
Sapersi confrontare con gli altri in situazioni, errori e problemi, nei quali i punti di vista sono diversi. Valorizzare le differenze ed adottare un linguaggio convergente che consenta di trasformare la competizione in sinergia.
Saper affrontare e risolvere positivamente le situazioni di conflitto che si presentano al di là della propria volontà, sapendo mantenere una buona relazione anche quando si dissente sul contenuto.
Saper affrontare situazioni difficili con un collaboratore o collega: situazioni, comportamenti, decisioni non condivise e che disturbano, evitando di rimuoverle per il “quieto vivere”.
Chiedere costantemente feedback sul proprio comportamento e sulle proprie prestazioni: far tesoro delle critiche e rafforzare i riconoscimenti positivi.
Saper vivere i problemi e gli errori come opportunità. Coltivare e diffondere un atteggiamento proattivo di fronte agli errori per creare il clima più favorevole alla risoluzione e all’ apprendimento collettivo.



SELF LEADERSHIP E RESILIENZA
Saper riconoscere cosa stimola, interessa, piace e sapersi altresì fare piacere ciò che si fa, traendone soddisfazione: le “radici” della propria auto motivazione.
Trasformare lo stress in una riserva di energia: la gestione produttiva dello stress.
Evitare le inutili giustificazioni (perché non si puo’ o non si poteva) e agire all’interno della propria sfera di influenza (cosa posso ora, qui, con quello che ho?).
Mantenersi al di fuori del “racket” aziendale fatto di lamentele, accuse, pretese.
L’autocontrollo e la positività anche in situazioni “stressanti” o momenti di iperattività.
Allargare la propria sfera di influenza per gestire i problemi e non esserne gestiti.
CUSTOMER SERVICE E CUSTOMER CARE
Qualità attesa e qualità “eccitante”: che cosa si può fare più di quanto già il Cliente si attenda, fidelizzandolo e rendendolo nostro testimone attivo e positivo.
Gli atteggiamenti e comportamenti che fanno sentire il cliente accettato, ascoltato, compreso, valorizzato, rassicurato.
Saper guidare un colloquio con un cliente e non esserne guidati.
Impadronirsi nella capacità di utilizzare il linguaggio paraverbale nella comunicazione telefonica: articolazione, volume, intensità, ritmo e modulazione del tono con i quali trasmettere professionalità e sicurezza.
Saper sintonizzarsi con il “registro espressivo” utilizzato dal Cliente adeguando il proprio nel più breve tempo possibile.
L’utilizzo consapevole del lessico: saper distinguere le parole, le frasi, le espressioni “killer” da evitare e scegliere le espressioni “win win” positive, concrete, costruttive.
Rendere più incisiva la propria azione nei confronti del cliente: accontentare il cliente che esprime un problema, ma saper anche esplorare ulteriori necessità, per cogliere o far cogliere ai colleghi nuove opportunità.
Le obiezioni del cliente come opportunità di interazione, comprensione, chiarimento, rassicurazione. Prepararsi a rispondere efficacemente a qualunque obiezione ricevuta. Mantenere autocontrollo e positività anche in situazioni ad “alta pressione”.
La gestione del reclamo: come trasformare un reclamo in un’occasione per rafforzare il rapporto di fiducia con il cliente.
Saper dire “no” e comunicare informazioni non positive per il cliente, superando i propri timori e concentrandosi sul mantenere positiva la relazione: saper distinguere relazione e contenuto.



OUTDOOR
IL training “OUTDOOR” è si svolge nella natura con lo scopo didattico di conseguire obiettivi formativi centrati sullo sviluppo di attitudini  comportamentali nei partecipanti, con la conduzione di un trainer esperto nell’utilizzo di tale metodologia.
Nei training “OUTDOOR” si sperimenta come un team ottenga risultati superiori alla somma delle prestazioni individuali.
Le modalità con le quali si sviluppa il Training “OUTDOOR” sono:

  1. Riconoscere le competenze dei membri del team e spingerli a valorizzarle e utilizzarle.
  2. Immergere i partecipanti nelle esercitazioni a livello mentale, fisico ed emotivo.
  3. Rielaborare il vissuto e aiutare i partecipanti a trarne insegnamenti da applicare nella loro realtà.

Le TRE fasi fondamentali sono:

  1. Il vissuto individuale e del gruppo delle esperienze “Outdoor”.
  2. La rielaborazione guidata e la valutazione delle esperienze condotta dai partecipanti insieme a trainer esperti.
  3. La visione delle videoregistrazioni delle esercitazioni effettuate, testimonianza delle molteplici percezioni e vissuti individuali.

Il training “OUTDOOR” aiuta le persone a:

  • Essere attivi: proporre, osare, agire.
  • Sviluppare adattamento e flessibilità.
  • Gestire lo stress in situazioni ad alta pressione.
  • Aprirsi al confronto.
  • Gestire i conflitti, l’incertezza, le difficoltà.
  • Accrescere sicurezza, fiducia in se stessi, determinazione.
  • Sviluppare iniziativa.
  • Pianificare e organizzarsi.
  • Stimolare l’orientamento al risultato.
  • Potenziare la leadership partecipativa.

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