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“Erin Brockovich – Forte come la verità” di Steven Soderbergh


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Madre di tre bambini, con due divorzi alle spalle, Erin Brockovich (Julia Roberts) è alle strette: vittima di un incidente automobilistico, la situazione peggiora quando non riesce ad ottenere nessun risarcimento. Ormai disperata, chiede di essere assunta dal suo avvocato Ed Masrey (Albert Finney) ottenendo il posto.
Mentre sta lavorando, si imbatte in alcuni referti medici contenuti in fascicoli di proprietà immobiliari; incuriosita da questo strano connubio, con l’autorizzazione di Ed, decide di indagare, scoprendo l’esistenza di una copertura dietro la quale si nasconde un gravissimo caso di contaminazione che danneggerebbe la salute di un’intera comunità.
Inizialmente la gente si mostra diffidente verso Erin, ma la sua perseveranza e la capacità di stabilire un contatto diretto con le persone, le permette di conquistarsi la fiducia della cittadina. A darle una mano c’è George  il vicino di casa che con il suo aiuto le permette di dedicarsi al caso. Bussando di casa in casa, Erin ottiene le firme di 600 persone che si costituiscono parte civile, e insieme a Ed si batte fino ad ottenere il più grande risarcimento danni mai pagato in una causa civile: 333 milioni di dollari. Trionfando in un’impresa impossibile, Erin ha la conferma delle proprie capacità e della possibilità di ripartire da zero contando sulle sue forze.
Diretto da Steven Soderbergh il film è tratto da una storia vera, un racconto drammatico e al tempo stesso divertente in cui una donna assume il ruolo di eroina. L’idea del film è venuta a Carla Shamberg, moglie di Michael Shamberg, uno dei soci della Jersey Film che poi l’ha prodotto, la quale aveva sentito parlare della storia in una seduta di fisioterapia.
L’idea è stata subito apprezzata e dopo aver scelto la Roberts per il ruolo della protagonista, si è pensato di affidare la regia a Soderbergh che è rimasto colpito dalla sceneggiatura e dal fatto che il film ruotasse tutto attorno al ruolo di Erin che è presente in ogni scena. Gli avvenimenti raccontati sono assolutamente reali, così come i protagonisti principali mentre solo alcuni personaggi secondari sono frutto della fantasia degli autori.
Le riprese sono state effettuate in piccoli centri nella zona del deserto del Mojave, ma anche a Hinkley, la cittadina teatro della vicenda, per analizzare i pensieri degli abitanti che hanno realmente vissuto il fatto.
Ovviamente alla realizzazione hanno anche contribuito i veri Erin e Ed che hanno aiutato la troupe a riprodurre fedelmente le situazioni.

Paolo Rodolfi

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