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“Il gusto degli altri” di Agnes Jaoui


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Non sempre è facile riuscire a mettersi in discussione, accettare il confronto con il mondo degli altri, rischiando di perdere un po’ delle proprie certezze in nome di un desiderio di migliorare o solo per il normale corso delle cose che infaticabilmente ci porta ad andare sempre avanti. E ancora più difficile è continuare a desiderare di incontrare questi mondi diversi seppur a volte ermeticamente chiusi, essere vivacemente criticati, o ridicolizzati o magari apertamente rifiutati. E’ di questo incontro di mondi diversi, paralleli e apparentemente inaccessibili di cui parla Agnes Jaoui nella sua prima esperienza registica ne “Il gusto degli Altri”.
La Jaoui, francese di origini tunisine, già da tempo apprezzata sceneggiatrice, in tandem con il compagno di vita Jean-Pierre Bacri, e come lui versatile attrice, ha riscosso moltissimo successo di pubblico – incassando oltre 40 miliardi – e di critica – scelta nella rosa dei candidati agli Oscar di quest’anno come Miglior Film Straniero. Una bellissima storia, matura e di grande acume, in cui ognuno dei diversi personaggi incontra l’altro fino a formare un cerchio: partendo da Castella, imprenditore annoiato, che resta folgorato da una attrice di teatro che si rivela poi essere proprio l’insegnante di inglese trovata tanto noiosa qualche giorno prima; l’attrice è amica di una cameriera di un bar, spacciatrice a tempo perso che incontra la guardia del corpo di Castella, che a sua volta diventa molto amico dell’autista che lavora per una decoratrice di interni, moglie dell’imprenditore. Con una storia sottilmente ironica la giovane regista analizza non solo il gusto di stare con gli altri, di conoscere e di vedere le cose nel modo degli altri, ma anche quella cerchia sociale di cui ognuno cerca di rinchiudersi per trovare un riparo, seppur apparente, dal resto del mondo. In una fluidità di incontri e di innamoramenti, corrisposti o meno, si racconta la vita di ognuno dei personaggi, i loro dubbi, le loro paure e le loro opinioni. Il desiderio di alcuni di aprirsi e il muro di altri tirato su a difesa di se, dei propri convincimenti o magari della propria esistenza. Straordinari gli interpreti, evidentemente coinvolti in questa scoperta del gusto degli altri.

Valeria Chiari

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