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“In good Company” di Paul Weitz



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Come vi sentireste a trovarvi all’improvviso come capo un ragazzotto con la metà dei vostri anni? È Dan Foreman (Dennis Quaid), direttore del marketing per la rivista Sports America a trovare questa risposta per voi. La sua vita procede in maniera soddisfacente nonostante qualche preoccupazione economica, finché la sua rivista non viene acquisita da un’enorme multinazionale, la Globecom. E così Dan si ritrova come capo il giovane Carter Duryea (Topher Grace), in un curioso capovolgimento di ruoli e situazioni. Il tema principale del film è proprio il rapporto di queste due persone sullo sfondo delle brutali riorganizzazioni societarie ormai all’ordine del giorno negli Stati Uniti. Dan e Carter non sono due nemici, ma solo due uomini messi in una condizione complessa a prescindere dalla loro volontà, in cui nessuno è mai in controllo della situazione. Anche se il tono è da commedia, vengono comunque messe in luce le storture ed i paradossi di un sistema per cui nessuno è insostituibile e le relazioni umane tra individui sono condizionate da decisioni prese ad altissimo livello. E nonostante il tema sia estremamente serio, viene trattato con molta ironia e leggerezza anche nei momenti potenzialmente più drammatici. Dennis Quaid si distingue per l’interpretazione di un uomo che ha passato la cinquantina ma che è ancora pieno di energie e di idee, mentre Topher Grace (più famoso per aver recitato nei telefilm di That ’70s show) interpreta il ruolo di un giovane che si trova a mettere in discussione il proprio carrierismo. Entrambi sono personaggi positivi, resi con intelligenza ed ironia, ma anche con molta verità. Da citare anche Scarlett Johansson nella parte di Alex, la figlia maggiore di Dan. In good company è un film gradevole, non del tutto disimpegnato non solo perché i problemi affrontati siano attuali (nb: negli States), ma anche perché vengono analizzati i rapporti tra diverse generazioni in maniera non convenzionale ma convincente. Originariamente il ruolo di Carter era stato offerto ad un altro attore del cast di That ’70s show, Ashton Kutcher, che poi ha rinunciato a causa di divergenze di carattere artistico.

Ma Topher Grace ha dimostrato di meritare sul campo la parte, tanto da poter dire che forse che questa è stata la soluzione migliore.

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