Cerca
Cerca
Close this search box.

Chi non informa


Ci sono dei ministri, dei capi, dei dirigenti che non danno informazioni non solo ai loro dipendenti ma anche a coloro a cui sono tenuti fornirle. Ed è incredibile il numero di tecniche che possono usare.

Incomincerò da quella che chiamerò “siamo amiconi” partendo da un esempio personale. Anni fa dirigevo un istituto dove è arrivato un nuovo presidente. Costui mi trattava nel modo più cordiale. Era tanto amichevole che, quando mi informava sulle decisioni che aveva preso, lo faceva come se le avessimo prese insieme: “Sai è d’accordo tutta la Commissione, Piero, che è un amico, Andrea, Luciano e Marco che adesso è presidente di…”. Nei primi tempi mi sforzavo di ricordare quando avevamo creato una Commissione e cercavo di ricostruire chi fossero quel Piero, Andrea, Luciano che avrei dovuto conoscere così bene. Poi ho capito che non ne avevamo mai parlato, che costoro erano tutti amici suoi a me sconosciuti.

C’è poi un modo di non informarvi che chiamerei “ “dare per scontato la tua competenza” Qui chi parla vi riferisce tutto come se foste già informatissimi e molto competenti. Nomina rapidamente ditte, personaggi, operazioni usando una grande quantità di termini tecnici che voi non conoscete sapendo che vi vergognate a domandare spiegazioni davanti agli altri. E, se lo fate, vi spara addosso una serie di ragioni tecnicissime che vi ammutoliscono. E poiché tutti hanno paura di fare cattiva figura con questo metodo riesce ad imporvi ciò che gli pare. Io, per resistere, faccio il pagliaccio dicendo: “Guardi che io sono stupido e per farmi capire deve ripetere tutto lentamente spiegandolo in modo elementare”. Funziona.

Ci sono poi quelli che non vi informano inondandovi di carte, o facendo proiezioni asfissianti dove le informazioni essenziali che servono per prendere decisioni sono nascoste da quelle che, per questo scopo, sono assolutamente irrilevanti. È un metodo spesso usato dalla burocrazia ma anche nelle imprese private da uffici che vogliono valorizzare il loro ruolo. A costoro bisogna chiedere riassunti di poche pagine.

E, per concludere, ricordiamo quelli più pericolosi perché semplicemente non vi dicono niente, stanno zitti, eludono le domande. Raccolgono da tutti informazioni, captano idee, suggerimenti invenzioni, ma non ne riconoscono mai la paternità. Così non devono né riconoscenza né ringraziamenti e possono attribuirsi il merito di tutto quanto ottiene successo. Di solito si tratta di personalità autoritarie che non lavorano in gruppo, non sopportano critiche, decidono da sole e pretendono ubbidienza immediata ed assoluta. Personalmente sono comunque convinto che tutti coloro che non danno informazioni, per qualsiasi motivo lo facciano e qualunque metodo usino, sono dei cattivi capi. Con il loro comportamento impoveriscono coloro che lavorano con loro, tarpano la loro creatività, impediscono loro da dare il proprio contributo, così li danneggiano personalmente e danneggiano l’ente o l’impresa per cui lavorano. Nello stesso tempo, anche quando sono dotati ed abili, chiusi nella loro presunzione e nella loro arroganza fanno inevitabilmente errori che non vogliono ammettere e, alla fine, ne accumulano tanti da provocare enormi danni.

Francesco Alberoni
“Il corriere della Sera”

 

 

Tag
Social Share
// Cerca
// Articoli recenti
// Categorie