“JOY” di David O. Russell


joy

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Joy è una ragazza modello con spirito di iniziativa e capacità creative, castrate però da una vita difficile. Divorziata con due figli, lavora nel servizio a terra di una compagnia aerea dove la costringono a fare il turno di notte. Vive in una casetta indipendente insieme alla madre, perennemente incollata al televisore a guardare telenovelas senza accorgersi della vita che ferve intorno a lei fino al fatale incontro con l’idraulico haitiano Toussaint, all’ex marito, aspirante cantante sudamericano che si è piazzato nel seminterrato e non contribuisce alla vita familiare, e alla nonna Mimi, l’unica che l’ha sempre stimolata e aiutata anche nelle faccende pratiche.
Il padre Rudy ha un’officina meccanica, che gestisce insieme alla sorellastra di Joy, Peggy, con cui la protagonista ha un pessimo rapporto. Le difficoltà della vita hanno spinto Joy a trascurare il suo istinto di inventrice, e col passare del tempo lei si rende conto con delusione che nessuno dei sogni che aveva si è mai avverato. La scintilla si riaccende quando un giorno si trova a dover ripulire il ponte di una barca dai resti di calici di vino rosso: le sue mani insanguinate dai frammenti di vetro la spingono a creare un nuovo accessorio per la pulizia della casa che non comporti il dover strizzare con le mani il panno usato per pulire.

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