La giovinezza


Non è il numero di anni vissuti che ci rende vecchi: invecchiamo appena smettiamo di progredire.

Appena sentiamo che abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, appena pensiamo di sapere tutto quello che dovevamo imparare, appena vogliamo fermarci e godere dei risultati del nostro sforzo, con la sensazione che in questa vita abbiamo lavorato abbastanza, allora invecchiamo subito e ha inizio il nostro declino.

Se invece siamo convinti che quel che sappiamo non è niente al confronto di quel che resta da imparare, se sentiamo che quanto abbiamo fatto è soltanto il punto di partenza di quel che resta da fare, se vediamo il futuro come un sole che ci attira con le sue innumerevoli, splendide possibilità ancora da conquistare, allora siamo giovani, qualunque sia il numero di anni che abbiamo passato sulla terra, giovani e ricchi di tutte le realizzazioni di domani.

E se vogliamo che il nostro corpo ci tradisca, evitiamo di sprecare energie in una vana agitazione.

Qualunque cosa facciamo, facciamola in una pace calma ed equilibrata.
Nella pace e nel silenzio c’è la forza più grande.

Mère (tratto da Agenda di Mère nr. 8 – 1967)

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