Cerca
Cerca
Close this search box.

Essere fortunati o diventarlo?


FORTUNA E SFORTUNA

Chi non ha mai fantasticato su: “Che cosa farei se vincessi il primo premio della lotteria? Come potrebbe cambiare in meglio la mia vita! Quante soddisfazioni mi potrei togliere!”
Molti sono convinti che vincere una grossa somma di denaro, avere un “colpo di fortuna” possa risolvere buona parte dei problemi della vita.
Allo stesso modo attribuiamo il successo, o quanto meno una parte rilevante di esso, nella vita e nel lavoro, alla fortuna: conoscere le persone giuste, incontrare il partner giusto, trovarsi al posto giusto nel momento giusto, essere “spinti” da qualcuno che si interessa a noi.
Attribuiamo all’esterno, a fattori fuori dal nostro controllo e anche dalla nostra influenza, l’esito della nostra vita o di parti di essa.
In questo modo ABDICHIAMO alla RESPONSABILITA’  di prenderci cura di noi, di creare o cercare le condizioni giuste per la realizzazione di ciò che ci sta a cuore.
Il vero danno nello sperare nella fortuna che prima o poi ci potrebbe arrivare, è nella perdita di energia, quindi concentrazione e tempo  e nel coltivare illusioni che ci allontanano dalla lotta vera, dal confronto con il reale.
Chi entra nel mondo del lavoro, se cresciuto con la convinzione che puoi darti da fare ma “se nessuno ti aiuta…, se non ti capita l’occasione giusta…” come affronterà le prime difficoltà o delusioni?
Chi persegue obiettivi personali, aziendali, sportivi che significato attribuirà alle sconfitte?
La “cultura “ della fortuna genera l’altrettanto pericolosa “cultura” della sfortuna: “Guarda cosa mi è capitato…, una cosa così era impensabile…, che sfortuna!”
Qualcuno si spinge a pensare che esistono anche colpevoli delle proprie sfortune: persone insensibili, maleducate, ignoranti, invidiose e false: “ti fanno promesse e poi…”
Può anche capitare, ma c’è da chiedersi se evidenziare a se stessi o agli altri le proprie sfortune sottolineandone il peso nel nostro mancato risultato, sia il modo giusto per superarle.
Nel ricorso alla “fortuna” come categoria con cui interpretare il nostro presente e soprattutto il nostro futuro risiede la ”Madre” di molte giustificazioni, razionalizzazioni di insuccessi, sconfitte, delusioni, risultati mancati.
Chi  attribuisce alla sfortuna i propri limiti soffre molto meno rispetto a chi rivisita e mette in discussione se stesso, ma non impara per il domani e riproporrà gli stessi schemi di pensiero e comportamento.
Napoleone sceglieva Comandanti fortunati: può essere che esistano comportamenti,  atteggiamenti, modi d’essere che attirano la fortuna?
Quali?
Quanto sarebbe bello poter coltivare in se stessi, nel proprio gruppo, nei propri figli, in chi ci circonda, i pensieri e i modi d’agire che  fanno DIVENTARE fortunati!
Oltre a non perdere energie e tempo nello sperare nell’evento o nell’incontro risolutore potremmo più direttamente concentrarci nella ricerca di quale comportamento sia mancato!

Ci sono persone che bruciano le tappe dal punto di vista realizzativo, imprenditori che realizzano l’impensabile, impiegati che fanno carriere folgoranti, venditori che ottengono  tre volte i risultati degli altri, sportivi che raggiungono traguardi sorprendenti.
Tutti noi abbiamo vissuto periodi in cui i sogni si realizzavano e ci sentivamo finalmente vincenti.
L’ipotesi che sviluppiamo di seguito è che dietro al colpo di  fortuna o ad una persona fortunata ci siano  pensieri e comportamenti precisi e ricorrenti e che questi comportamenti si possano apprendere  non essendo semplicemente innati, cioè ancora una volta dettati  dal caso.
Certo esiste una fortuna che potremmo definire “con la effe minuscola”: biglietti della lotteria, non aver preso l’aereo precipitato, aver abbandonato l’edificio un minuto prima del crollo, ma noi siamo più interessati alla Fortuna “con la effe maiuscola”, quella che non dipende dalle circostanze ma da noi.
E’ anche vero che se non sai essere “Fortunato” anche dopo l’evento in sè, potresti non riuscire ad approfittare neppure delle “buona sorte” casuale.
Quanti ad esempio, dopo aver vinto cifre importanti a qualche lotteria, si sono trovati alle prese con problemi di derivazione psicologica, relazionale, decisionale che non hanno saputo affrontare? Anche gestire un inaspettato successo richiede capacità.

DIVENTARE FORTUNATI

IL PRIMO REQUISITO: PENSIERO POSITIVO

Ci sono “treni che passano” che qualcuno non vede, qualcuno li vede ma pensa “non ce la posso fare”, qualcuno tenta di salirvi, ma in modo maldestro o arriva troppo tardi.
Le opportunità esistono per tutti: occorre saperci credere, pensare che può accadere, PUÒ ACCADERE ORA E PUÒ ACCADERE A TE!
Se ci nutriamo di pensieri negativi rischiamo di non vederle, non credere che sia possibile farle nostre, essere goffi, poco convinti e in ritardo nel tentativo di coglierle.
Da che cosa ha origine il pensiero positivo?
Potremmo liquidare la questione, come spesso si fa, dividendo l’umanità in  ottimisti e pessimisti, attribuendo il possesso di questo primo requisito al carattere, in altre parole alla genetica o all’educazione familiare.  Ma non sono anche tali fattori frutto del solito caso?
Al di là del carattere o dell’educazione ricevuta che cosa puoi fare concretamente per coltivare visioni positive?
Il primo passo è amare se stessi: “ama il tuo prossimo come te stesso” vuol anche dire che se non ami te stesso non ami l’altro, se non ami te stesso sarà difficile agli altri amarti, se non ami te stesso non amerai il tuo passato/ presente/futuro. Avrai sensi di colpa, rimpianti e rimorsi guardando il passato, frustrazioni nel presente, preoccupazioni per il futuro. Come potrai coltivare pensieri positivi che ti facciano guardare alla realtà con fiducia?
Le visioni positive sono generatrici di atteggiamenti e comportamenti positivi; rappresentano la differenza tra chi prova una volta in più e chi rinuncia, tra chi si prepara accuratamente e chi improvvisa, tra chi crea le circostanze utili e chi subisce quelle avverse.

E da che cosa attingi per nutrirti di positività se non da te stesso?
Mi piaccio? Amo la mia vita? Amo me stesso? Conosco e coltivo le mie qualità? Accetto le mie debolezze? Sono, in altre parole degno di avere una vita piena, realizzarmi, dare e ricevere amore?
Se rispondiamo SI potremo trasformare il pensiero positivo in  relazione positiva  con gli altri! La relazione positiva con gli altri significa essere circondati da persone (familiari, amici, colleghi, clienti) disposte a fare qualcosa per noi, aiutarti,  sostenerti,  darti fiducia: e se non costruiamo una rete di persone positive nei nostri confronti, come potremo essere Fortunati?
Il pensiero positivo è anche la base per pensare in grande: ritenere possibili eventi, successi, realizzazioni che altri ritengono utopistici. Qualsiasi cosa   l’umanità abbia realizzato è stata prima da qualcuno PENSATA.
La creatività di pensare a ciò che non esiste ancora, dargli esistenza, contenuto e forma nella propria mente è il primo passo per realizzarlo.
Si può essere creativi senza positività?
Coltivare il CORAGGIO DELL’UTOPIA! Sognare un futuro migliore, dare spazio ai propri sogni crea le premesse necessarie per realizzarli: certo non tutti quelli che sognano ottengono risultati, ma se non sogni resti dove sei e le opportunità neppure le vedrai.
Pensiero positivo significa anche credere all’inverosimile, accettare come sfida possibile da vincere la differenza tra presente e futuro auspicato, superare i mancati risultati vivendoli non come fallimenti ma piuttosto come occasioni per tarare meglio la propria azione e prepararsi con più efficacia.
In sintesi chi ama se stesso e gli altri, chi coltiva i propri sogni, chi si è costruito una rete di sostenitori pone le premesse per diventare più Fortunato.
IL SECONDO REQUISITO: RAPIDITA’ DI PENSIERO E AZIONE

I nostri pensieri costruiscono la nostra realtà, definiscono gli eventi che ci accadono e condizionano quelli che ci potranno accadere.
Nel nostro dialogo interno spesso utilizziamo il pensiero orientandoci al passato, dove inevitabilmente troviamo giustificazioni per quanto non ci è successo di buono, sul perché non siamo riusciti in un’impresa, su cosa avremmo potuto realizzare se … (“se qualcuno ci avesse dato una mano, se fossimo stai più fortunati, se qualcuno ce l’avesse detto prima, se il mondo fosse più giusto, se la gente fosse più comprensiva”).
Che cosa produce nel presente questo genere di atteggiamento? Perdiamo energia e tempo, ci convinciamo che in fondo noi siamo solo vittime di circostanze, siamo spinti al fatalismo e all’inerzia.
Il pensiero di un “Fortunato” si orienta rapidamente al futuro: nel futuro non trovo cause e motivi degli insuccessi, ma azioni correttive che posso adottare imparando dai mancati risultati. Nel futuro risiede la voglia di riprovarci, l’ulteriore sfida da vincere, la fiducia incrollabile sul fatto che “andrà meglio”.
L’attenzione si sposta da “perché non si può” a “COME POSSO”.
Poco tempo ed energia viene destinata ai lamenti e all’autocommiserazione: si formulano nuovi obiettivi, si accetta la realtà per quanto dura appaia, ci si concentra solo su quanto può essere modificato dalla propria azione, si prendono decisioni equilibrando analisi e sintesi, profondità e velocità.

E’ sempre automatica  la trasformazione di pensieri “proattivi” e decisioni, sulla carta efficaci, in azioni conseguenti?
Quanti bei concetti, valori, decisioni prese faticano ad essere tradotte in azioni?
Chi non è vittima di una formazione scolastica basata sul controllo di ciò che sai e non sulla formazione e motivazione a FARE?
Un antico proverbio recita: “chi sa ma non fa in realtà non sa”.
“Dovrei…, mi piacerebbe…, appena ho un attimo…, cercherò di…, ci rifletto ancora un po’…, ora non ho tempo, poi vedo…” rappresentano atteggiamenti  che impediscono l’azione  e rendono i migliori pensieri inutili.
Il linguaggio interno  di una persona Fortunata (e di conseguenza anche quello che usa nella relazione) coniuga il pensiero con l’azione coerente e conseguente: nell’esprimersi utilizza molti verbi che implicano agire, come  CONTATTARE, ANDARE, TELEFONARE, SCRIVERE, CHIEDERE, PROPORRE, DIRE, PREPARARE, ACQUISTARE, SCEGLIERE, DECIDERE, TERMINARE, CAMBIARE, AGGIUNGERE, TOGLIERE, DOMANDARE, ASCOLTARE, CONCLUDERE, INSEGNARE, STUDIARE, ALLENARE(MI).
Fa la differenza  agire e provare piacere nel riprovare con costanza, nell’allenarsi, nel tentare ancora, consapevoli che il numero di tentativi aumenta proporzionalmente la possibilità di riuscita.
Qual è un ostacolo diffuso nel trasformare i pensieri in azioni, oltre all’abitudine di valutarsi per ciò che si sa più che per ciò che si fa?
Ci frena la paura di fallire, di fare brutte figure, di non  essere all’altezza.
Quali le conseguenze? Che la tua idea era buona e che un altro meno pavido se ne è appropriato! E’ stata sfortuna o non hai saputo agire quando era il  momento?
Che cosa aiuta a superare la paura del fallimento?
Accettare i rischi con coraggio! E da dove ha origine il coraggio? Dal requisito N°1: Pensiero Positivo!
In sintesi “diventa” Fortunato chi parla proattivamente con se stesso orientando i propri pensieri al futuro e trasformando rapidamente le idee in azioni, accettando i rischi ad esse connessi.
IL TERZO REQUISITO: FARSI UNA VISIONE PANORAMICA

Spesso il risultato atteso non arriva perché si è trascurato un dettaglio: tra uno sfortunato e uno Fortunato ci può essere una sottile differenza, il secondo è meglio preparato per quella circostanza.
Le informazioni possono essere decisive: spesso sono disponibili, ma vanno trovate e collegate quando serve o ancor meglio prima ancora che possano servire.
Nella preparazione aiuta essere curiosi, farsi e fare domande, confrontarsi, studiare che cosa è successo in circostanze analoghe, che cosa hanno fatto gli altri, quando è andata bene o male, identificare dei modelli e far propri i loro comportamenti.
La curiosità nasce dall’umiltà di riconoscere i propri limiti e dalla passione per la materia in questione. Se penso di saper tutto non cercherò informazioni, se sono apatico e demotivato non mi porrò più domande.

La ricerca delle informazioni per farsi una visione panoramica richiede sia una rete di relazioni positive sia un atteggiamento proattivo nei confronti del tempo: in caso contrario siamo vittime delle frequenti giustificazioni “nessuno mi dice le cose” e “non ho tempo per prepararmi”.
Può capitare che le informazioni utili siano già state in nostro possesso: ce lo ricordiamo? Quando ne siamo entrati in possesso le abbiamo ascoltate o le abbiamo ritenute insignificanti? Se le abbiamo annotate dove sono state archiviate?
Una buona memoria arricchisce la visione panoramica, ma chi non ne è naturalmente dotato come la può potenziare?  Con l’ascolto attento, l’attenzione ai dettagli, l’ordine mentale nell’archiviare le informazioni, la consapevolezza dei propri limiti e l’uso di strumenti di annotazione e archiviazione efficaci.
Molti sostengono anche che la memoria abbia radici affettive: ti ricordi ciò che ti piace, ti affascina, ti interessa.  In questo caso  la passione per la materia e il desiderio del risultato atteso aumentano anche la capacità di ricordare.
Le informazioni vanno reperite, ricordate e poi collegate tra loro: spesso sono alla portata di tutti, ma pochi le sommano e ne traggono conclusioni.
Si dice che la creatività sia anche un diverso utilizzo di ciò che già esiste: prendere in esame fatti mai collegati tra loro, realtà apparentemente distanti, mondi diversi, discipline lontane tra loro, dati mai comparati. Ed ecco che trovi una soluzione intuisci un possibile opportunità, trovi una soluzione: hai inventato qualcosa!
In sintesi “diventa” Fortunato chi è curioso, chi sa  reperire, ricordare e archiviare le informazioni, chi è attento ai dettagli, chi sa ascoltare senza preconcetti, chi avvicina e unisce creativamente ciò che era lontano.

CONCLUDENDO

Consapevoli che siamo in gran parte noi a determinare il nostro “DESTINO”  creando le condizioni adeguate ad ATTRARRE SU DI NOI la Fortuna, non resta che passare ai fatti e scegliere quali dei comportamenti passati in rassegna vogliamo con maggiore coerenza, frequenza, intensità fare nostri da oggi stesso…

Maurizio Morini

Tag
Social Share
// Cerca
// Articoli recenti
// Categorie